martedì , 30 settembre 2014
Ultimissime
Report Gavin Harrison & 05Ric

Report Gavin Harrison & 05Ric

Se avete bisogno di vedere un batterista ultra veloce, con le mani e, soprattutto con i piedi, che non suona sotto i 300 bpm, che compie degli incastri impensabili con i piedi e con la mano, e con l’unica mano che gli rimane sfoglia una rivista di quelle che si trovano dal dentista, purtroppo per voi avete sbagliato serata, ma non rimarrete delusi, perché dopo alcuni minuti capirete che Gavin Harrison è ben oltre tutto ciò. Stiamo parlando di un musicista completo, non di un funambolo, di una mente pensante che non si trasforma, come ahimè spesso succede, in semplice autocompiacimento, perdendo il sempre più irraggiungibile l’obiettivo “musica “. Il musicista inglese infatti, porta on stage per la prima volta a Roma, il repertorio dei suoi tre dischi solisti che si avvalgono della collaborazione del chitarrista 05 Ric, e per l’occasione di una band al completo più che collaudata con niente da invidiare alle più blasonate fusion band. Il senso del progetto è facilmente intuibile e confermato prima del concerto da Harrison stesso: trattasi di canzoni vere e proprie, con ritornello strofa etc etc il tutto rigorosamente cantato. Come anticipato prima, bastano davvero pochi minuti per capire la grazia di questo incredibile musicista, che fa delle illusioni ritmiche il suo punto di forza e il motore trainante di tutto questo progetto. Ma come è possibile conciliare ritmiche impossibili con ritornelli e strofe cantate senza incombere in un “singhiozzo musicale”? Chiedetelo a lui perché a quanto pare c ‘è riuscito!
Ogni canzone ha un groove che spesso ti illude di stare in un comune 4 quarti, nel senso più bello del termine, e ogni canzone ha un ritornello anche abbastanza orecchiabile che aiuta non poco lo scorrere del brano. La tecnica del batterista inglese non si discute, completo su tutti i fronti, tra cui spicca la musicalità e la dinamica, abile nell’uso del doppio pedale e degli effetti sui piatti tramite i suoi numerosi bells. Valore aggiunto è, a parere del sottoscritto, la sua infinita disponibilità durante l’ intervista che pubblicheremo a breve, e la voglia di scherzare col pubblico sfatando il mito del freddo inglese con la puzza sotto il naso. Tirando le somme: bellissimo concerto, ottima band, per uno spaziale Gavin Harrison.

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2 commenti

  1. Domanda: ma l’intervista dove si trova? Ho letto che è “qui allegata” ma non riesco a vederla…..

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