Ciao Michele e benvenuto qui su Groove Portal, iniziamo l’intervista parlando
della tua recente esperienza con la band Coma durante il vostro tour di supporto ai Master,
che tanto ha fatto parlare…
Ciao Emiliano! Grazie a te!
L’esperienza di un tour come quello che abbiamo fatto con i Coma è stata per me a dir poco fondamentale!
Innanzitutto, finalmente, dopo anni di lavoro siamo riusciti a “concludere” un ciclo iniziato anni fa, pubblicando anche il nostro primo album, “Mindless”.
In secondo luogo mi è servita per capire che questo è realmente quello che voglio fare della mia vita. Credevo di essere abbastanza convinto di voler diventare musicista, e una volta “sul campo” ne ho veramente avuto la conferma in un modo da farmi quasi mancare il fiato. E’ stata forse l’esperienza più bella della mia vita, essendo questo il mio primo tour!
Anche se non sempre tutto è andato secondo i piani! Come sicuramente saprai ci sono stati degli incidenti come quello di Dresda, o le “particolarità” dei promoter in Italia!
Dopo l’organizzazione tedesca e quella slovena, eravamo quasi convinti di trovare la stessa mentalità qui a casa nostra. Invece purtroppo non è stato così! Non in tutte le date italiane, perlomeno!
Ritardi, locali ancora chiusi per gli orari di apertura ecc.
Ricordo anche che dopo un concerto mi avvicinai al bancone per chiedere una bottiglietta d’acqua e mi è stato risposto di prendere un bicchiere in plastica e bere dal rubinetto del bagno. Diciamo insomma che non in tutti i posti erano ben organizzati, ma insomma, chi se ne frega!
Anche se devo dire che la data di Padova è stata veramente incredibile! Tantissima gente, hanno partecipato un sacco allo show, ed è stata veramente una cosa che mi ha lasciato senza parole!
Così come mi ha quasi sconvolto il fatto che durante i nostri show le persone fossero proprio coinvolte pur senza conoscerci. Per me questo significa molto! In Slovenia abbiamo avuto il pubblico forse più “violento” (in senso buono) di sempre. Erano veramente scatenati!
Ad ogni modo, esperienza indimenticabile! In fine dei conti, positiva sotto tutti gli aspetti!
Qua su Groove Portal c’è un bellissimo tour report di Raphael Saini! Consiglio a tutti di andare a leggerlo!
Sempre con i Coma avete da poco lanciato sul mercato il vostro primo album, parlaci del processo
di song writing e di come ti sei preparato per la session di registrazione:
Il disco, “Mindless” appunto, è uscito il 25 Gennaio tramite la Punishment 18 Records!
Comprende alcuni brani scritti nel periodo in cui la band si era appena formata, circa il 2002, fino a quelli composti negli ultimi mesi prima delle sessioni di registrazione.
Mindless per esempio è il primissimo pezzo che mio fratello (Antonio, il cantante-chitarrista) ha composto per il gruppo; ci sembrava “giusto” che l’album si intitolasse così, e conseguentemente metterla come opener.
Ad ogni modo solitamente Antonio arriva nella nostra sala prove con uno-due riff (e talvolta anche con la canzone già pronta), e io ci spalmo sopra una parte di batteria che mi sembra adatta. Abbiamo sempre lavorato così.
Alcuni pezzi li abbiamo proprio scritti assieme, altri (soprattutto quelli più vecchi) li abbiamo cambiati talmente tanto, che alla fine li abbiamo riscritti in due (come Full of Nothing).
Diciamo che forse siamo stati un po’ lenti nel comporre visti gli innumerevoli cambi di formazione. Ma ora, con l’ingresso di Daniele Manca e il ritorno di Fabio Sinibaldi, sarà tutto molto più semplice. Conosco bene Daniele e so come compone. Posso essere sicuro al 100% che il prossimo disco sarà tre volte più violento!
Così come so che grazie a Fabio ci sarà una vena un po’ più sperimentale in grado di impreziosire i brani, come già ha avuto modo di dimostrare nell’assolo di basso su “Last Aim”.
Molte cose comunque sono cambiate in corso d’opera, magari mentre Antonio registrava mi veniva in mente un nuovo riff o una nuova linea di chitarra o idee per arrangiamenti vari.
Ad esempio, mentre registravamo le chitarre per “Again” mi è venuto in mente di chiedere a Craig Locicero dei Forbidden di suonare sul pezzo.
Per fortuna sono in contatto con lui da quando ho fatto le audizioni per loro. Mi era stato chiesto di partire per la California per delle prove assieme, ma purtroppo ho avuto dei problemi col passaporto e non sono potuto andare. Ad ogni modo ci sentiamo spesso via Facebook o via mail. Ha molta stima nei miei confronti, ed è per questo che si è detto felice della proposta e ha subito accettato!
Per quanto riguarda le sessioni di batteria, è stato tutto molto veloce. Appena rientrati dalla fiera a Francoforte, con mio fratello, ci è arrivata la notizia che la nostra richiesta per partire in tour era stata accettata (dopo aver mandato link a video, canzoni ecc). A quel punto ci siamo resi conto di dover effettivamente registrare un album, non potendo ovviamente partire in tour senza!
Quindi nel giro di due mattine ho registrato tutti i brani, senza nessuna base, solo sul click. Non c’è stata una preparazione particolare come invece c’è stata per il tour. Per fortuna in quel periodo ero abbastanza in forma quindi ho potuto registrare i pezzi uno dopo l’altro!
Vorrei spendere due parole ora sulla scuola Bateras Beat Sardegna dove so che hai studiato, non ho potuto
non notare quanto la struttura sia attiva con eventi di grande spessore nonostante in Sardegna non sia facile organizzare
questo tipo di situazioni, dicci la tua a riguardo:
Bateras Beat è la mia seconda famiglia! Tuttora studio nella scuola, e credo che non me ne allontanerò mai!
Credo che Raphael sia una delle figure più importanti nella mia vita, non solo come insegnante, ma anche come amico, mentore. Mi ha sempre aiutato nei momenti in cui ero in difficoltà, e ancora oggi, giustamente, non si tira indietro se c’è da darmi qualche cazzotto o qualche parola di incoraggiamento.
La forza di Bateras Beat non è solo che sono tutti degli ottimi insegnanti che portano i migliori batteristi in circolazioni qui in Sardegna; la loro forza è la passione che ci mettono. A loro interessa quello che fanno, e gli stanno a cuore tutti gli alunni. Sono tra i pochi al mondo, credo, che davvero si interessano che gli allievi Sappiano e Conoscano.
Tutto questo va ben al di là della teoria musicale. Per Bateras Beat è importante che tutti noi impariamo tutto ciò che riguarda la musica, senza fermarci esclusivamente ai rudimenti ecc. Molti di noi vogliono diventare dei musicisti professionisti, ed è questo uno dei motivi per cui hanno fatto in modo che studiassimo e parlassimo con professionisti come Dom Famularo, Mike Terrana, George Kollias, John Macaluso ecc.
In Sardegna la situazione non è facile. Ci sono altre strutture specializzate nell’insegnamento della batteria, ma personalmente non ho mai visto troppo interesse nel collaborare. Non da parte delle altre scuole perlomeno. C’è sempre chi decide di parlare male, o chi ti vede come un nemico, o che non vuole darti la soddisfazione di riconoscerti i meriti. Per fortuna tutto questo non ferma i ragazzi della Bateras. Per fortuna siamo davvero una famiglia, e ci supportiamo a vicenda. In qualsiasi momento si può contare su una solidissima base di alunni e amici.
Hai altri progetti al momento oltre i Coma?
Si, proprio in questi giorni sto registrando delle pre-produzioni per un nuovo progetto che per me è molto importante, perché ho finalmente avuto l’occasione di suonare con uno dei miei musicisti preferiti di sempre!
Si tratta di Riccardo Atzeni, che oltretutto ha suonato con Charlie Dominici (ex-Dream Theater).
Con lui ha composto vari brani dei due album su cui ha suonato, e ha addirittura aperto per i Dream Theater stessi.
Siamo nel bel mezzo del processo di scrittura dei pezzi, e stiamo seguendo un concept di cui sono veramente soddisfatto! Riccardo ha avuto un’ottima idea e la stiamo sviluppando. Ci sono moltissime cose in pentola, e purtroppo ancora non posso dire niente (anche un po’ per scaramanzia!).
Abbiamo deciso di approfittare di queste sessioni per fare delle prove di registrazione video per il prossimo video promozionale che farò al nuovo V-Studio di Villy Cocco!
Ho già registrato un video per Vibe qualche tempo fa, ma questa volta sarà tutta un’altra cosa! Nuovo studio con strumentazione super professionale, camere, luci, un bel montaggio ecc.
Suono da un paio di mesi anche con un altro gruppo. Il genere è più sullo stoner. Roba comunque molto pesante, lenta, ma violenta. Quando hanno cambiato batterista mi sono subito proposto perché i loro pezzi mi sono sempre piaciuti. Ora come ora siamo in fase di scrittura dei pezzi, e devo dire che sono molto soddisfatto di come stiamo lavorando e di quello che sta uscendo! E’ comunque un genere che non ho mai suonato, e mi diverte molto!
Quali sono i batteristi che al momento influenzano di più il tuo stile?
Le mie più grosse influenze sono assolutamente Uli Kusch, ex batterista degli Helloween, per la sua incredibile versatilità, il gusto senza pari delle sue parti di batteria, il modo in cui suona, l’attitudine. Per me è il batterista perfetto!
Un’altra delle mie influenze è assolutamente Ingo Schwichtenberg, il batterista originale degli Helloween. Ogni volta che ascolto i suoi dischi ho la pelle d’oca! Se poi penso che allora non esistevano Cubase o Logic, o quantizzazioni varie ed eventuali, tutto diventa ancora più incredibile! Una vera potenza! Quella si che è “suonare”!
Una delle mie influenze maggiori è ovviamente Raphael Saini, non solo per quanto riguarda l’aspetto batteristico, ma proprio a livello generale. E’ un’ispirazione per quanto riguarda la “vita”, il lavoro e tutto quanto.
Un altro batterista che mi ha influenzato molto è Lars Ulrich. Avevo quasi sempre in mente lui mentre registravo l’album dei Coma. Ci sono anche un paio di “citazioni” in alcuni pezzi, di cui sono molto orgoglioso!
Altre influenze sono Federico Paulovich e Gavin Harrison.
Da poco ho visto i Destrage a Roma, e quello che Paulovich ha fatto durante il soundcheck era già una lezione di batteria! Per non parlare del suo solo! Per ogni singola cosa che ha suonato, ci vorrebbero almeno due anni di studio!
In tour ho avuto l’onore di conoscere Urge Kirchner, il batterista dei Bastard Peels, un gruppo austriaco. Ogni volta che saliva sul palco, mi cadeva il mento in terra!
Sono poi migliaia i batteristi che stimo dal più profondo e che non per forza sono i più conosciuti, come Efisio Pregio dei Vexillum, Alex Picciau, i ragazzi del Three Ways of Metal, molti giovani alunni del bateras beat come Luca Righele, ecc.
Apprezzo immensamente Alessandro Bissa, Mirkko DeMaio, Andrea Marongiu.. Insomma, sono davvero tanti i musicisti che in qualche modo mi influenzano, anche nella maniera più impercettibile.
Con chi hai iniziato il tuo percorso di studio, e come stai proseguendo attualmente?
Dunque ho iniziato a studiare batteria con Daniele Russo, ormai una decina di anni fa. Poi per una serie di motivi ho dovuto smettere di suonare e conseguentemente di andare a lezioni. Sono stato fermo in tutto 3 o 4 anni, poi a fine 2007 ho avuto finalmente la possibilità di riprendere.
Appena rimontata la batteria mi sono subito reso conto di quanto bisogno avessi di riprendere a studiare con un insegnante. Fu allora che vidi in giro per Cagliari dei volantini di un certo Raphael Saini che aveva studiato con Aquiles Priester (in quel periodo uno dei miei preferiti), e dava lezioni.
Una volta contattato si è fatto pregare per almeno un paio di mesi, ma in seguito mi ha confessato che era il suo modo di capire se io fossi veramente interessato a prendere lezioni con lui.
Dopo anni con Raphael sono “tornato” nelle mani di Daniele Russo, ho cominciato con lui un percorso che mi ha riportato poi nuovamente da Raphael, che è il mio attuale insegnante.
Ho poi avuto l’onore di studiare con batteristi come George Kollias, John Macaluso (da cui studio ogni volta che torna in Sardegna), Mike Terrana, Alex Landenburg (altro batterista che ha tutta la mia stima) e molti altri.
Una cosa importante per me è partecipare, lavoro permettendo, a tutte le clinic/masterclass di batteristi (o anche musicisti in generale) che passano da queste parti!
Hai un tuo pattern che hai registrato al quale sei affezionato particolarmente e che ti dà emozioni nel rieseguirlo dal vivo?
Uno dei miei pattern preferiti si trova su “Improper Light”, un brano dei Dedalus in Bloom. A dire il vero molti dei pattern che suono in questo gruppo mi piacciono molto, soprattutto perché li trovo comunque musicali e ben legati alla musica. Sul mio profilo di soundcloud è possibile ascoltare l’intero demo.
Questo è il mio scopo: suonare delle parti di batteria che siano belle da ascoltare, ma che soprattutto stiano all’interno della musica.
Conosco un sacco di batteristi bravissimi, preparatissimi, che compongono le parti di batteria dei propri gruppi come se fossero degli esercizi. Ed è un vero peccato, perché poi tutto questo va a intaccare il risultato finale.
You Tube: ormai è divenuto una grande fonte di informazioni per il popolo batteristico, tu che ne pensi? E’ un buon supporto o no?
Per me YouTube è un ottimo supporto, se però si sta attenti! Ci sono un sacco di video che aiutano, ma altrettanti che contengono un numero quasi imbarazzante di stupidaggini. Cose alle quali magari il ragazzino (ma non solo) crede, o che possono portarlo ad avere un’idea distorta su qualcosa.
Credo comunque che sia un aiuto immenso per chi come me ha bisogno di farsi conoscere, anche se un minimo.
E’ inoltre fondamentale se si ha a che fare con audizioni online. Come dicevo prima, ho partecipato alle selezioni per i Forbidden, e i primi video che ho inviato, erano attraverso Youtube! Da li poi c’è stato un interesse da parte di Craig Locicero, con cui appunto sono ancora in contatto.
Diciamo che se non fosse stato per YouTube non sarei mai entrato in contatto con lui, non avrei avuto modo di farmi “conoscere”, non ci sarebbe stata occasione di averlo come ospite sul mio cd e così via!
Ricevo molti commenti positivi sui miei progetti, e la maggior parte di questi arrivano attraverso Youtube, non certo da soundcloud ecc, per quanto anche questi canali siano fondamentali!
E’ anche tramite YouTube che ho avuto modo di propormi a marchi come Vibe Drum, Evans e Pro-Mark, che, soprattutto per il tour, mi hanno dato una grossissima mano!
Un tuo personale consiglio per chi si troverà in futuro ad affrontare un tour di quelli come dire “impegnativi”?
Uno dei consigli che mi sento di dare è quello di essere assolutamente preparati al 100%!
Poi sicuramente, a parte fare una bella figura mentre si è sul palco, quello che mi sento di consigliare è di prendere più contatti possibile!
Altre cose fondamentali sono non far mai incazzare il tour manager, non essere in ritardo ecc.
Quando il tour manager appende alla parete del bus il foglio con gli orari, quella diventa la tua bibbia giornaliera! Non c’è modo di sgarrare di un solo minuto!
E’ tutto perfettamente organizzato al secondo, e il ritardo di uno NON può bloccare 20 persone che lavorano al tour!
Se poi chi blocca è un membro delle support band, puoi star certo che quelle band non suoneranno più! Se sei Headliner, allora cambia.
Bisogna poi essere sempre pronti a lavorare. Se non si hanno dei tecnici, bisogna scaricare la strumentazione, portarla sul palco, montarla, e dopo lo show smontarla, portarla dove sta il bus e ricaricarla.
Insomma, purtroppo non basta essere dei bravi musicisti o suonare delle belle canzoni. C’è tutto il lato umano che, durante un tour, è diecimila volte più importante di quanto tu sia bravo!
Grazie per essere stato con noi Michele, speriamo di riaverti qui al più presto! Ti lasciamo spazio per un tuo personale saluto ai lettori di Groove Portal:
E’ stato per me un onore immenso essere ospite di Groove Portal! GRAZIE dal più profondo del cuore!
Se volete rimanere aggiornati sulle mie attività, o se posso essere utile per qualsiasi cosa, fate un giro sul mio sito:
www.michele-sanna.com
o contattatemi su facebook! Speriamo di vederci in giro! Un grossissimo saluto a tutti!


Complimenti Michele! Mi fa davvero molto piacere sapere che stai riuscendo a realizzare il tuo sogno, anche perché ricordo il modo in cui ne parlavi quando eravamo ancora al liceo, l’impegno, la serietà e la determinazione che già da allora dimostravi di avere. Continua così!!
Grazie Gabri